Fisco, Contabilità e Paghe 20 ottobre, 2026

Clienti dei Commercialisti: come sta cambiando il mercato degli Studi professionali

Conoscere come stanno cambiando gli Studi professionali significa anche osservare da vicino chi sono i loro clienti e quali nuove esigenze stanno emergendo. 
Il Capitolo 2 del Barometro dei Commercialisti 2026 di Wolters Kluwer analizza la composizione del portafoglio clienti degli Studi italiani: dimensioni delle imprese, settori di appartenenza, maturità digitale, rapporto con il professionista e prospettive di evoluzione. 
La fotografia che emerge racconta un mercato ancora fortemente legato a partite IVA e piccole imprese, caratterizzato da un livello di digitalizzazione non ancora elevato. Allo stesso tempo, i dati mostrano alcuni segnali di cambiamento importanti: cresce l’attenzione verso una consulenza più specializzata e verso modalità di relazione sempre più digitali. 


Partite IVA e PMI al centro del portafoglio degli Studi 

Partiamo dall’identikit della clientela. 
Quando viene chiesto ai Commercialisti di classificare le categorie più rilevanti all’interno del proprio portafoglio, i titolari di partita IVA raggiungono il 78,4% delle menzioni in prima o seconda posizione, seguiti dalle PMI, con il 69%. Più contenuto è invece il peso dei privati senza partita IVA (23%), delle grandi imprese (16,3%) e delle startup (13,3%). 
La centralità delle realtà di piccole dimensioni emerge ancora più chiaramente osservando il numero di dipendenti delle aziende clienti: il 65,9% degli Studi lavora prncipalmente con microimprese con un massimo di 10 dipendenti, mentre il 30,4% opera prevalentemente con imprese tra 11 e 50 dipendenti. 
Anche il fatturato conferma questo profilo: il 48,6% delle imprese clienti fattura meno di 500.000 euro e il 27,7% tra 500.000 euro e un milione. Più di tre quarti della clientela aziendale degli Studi si colloca quindi sotto il milione di euro di fatturato. 

Portafogli relativamente contenuti e una clientela stabile nel tempo 

Anche il numero di clienti riflette il profilo prevalentemente contenuto delle strutture professionali analizzato nel primo capitolo. 
Il 31% degli Studi gestisce tra 50 e 99 clienti, mentre il 27,7% ne segue meno di 50. Un ulteriore 22,5% si colloca nella fascia compresa tra 100 e 199 clienti e solo l’8,7% supera quota 300. 
Ma uno degli elementi più interessanti riguarda la stabilità della relazione. 
Il 55,2% degli Studi dichiara che il numero dei clienti è rimasto stabile nell’ultimo anno, mentre il 21,7% ha registrato una crescita e il 18,6% una diminuzione. Inoltre, l’88,4% degli Studi dichiara di aver perso meno del 5% dei propri clienti negli ultimi 18 mesi. 
Una stabilità che conferma il peso della relazione di fiducia tra professionista e cliente, ma che apre anche una domanda: come evolverà questa relazione di fronte a clienti con esigenze sempre più complesse? 

Digitalizzazione dei clienti: il percorso è ancora all’inizio

È proprio sul fronte digitale che emerge uno dei principali margini di evoluzione. 
Il 58,6% dei Commercialisti descrive la propria clientela come poco digitalizzata, con processi ancora prevalentemente manuali e modalità operative tradizionali. Il 38,7% individua invece un livello intermedio di digitalizzazione e solo il 2,7% afferma che i propri clienti lavorano abitualmente in cloud e utilizzano strumenti tecnologicamente avanzati e modalità collaborative. 
La maturità digitale cambia anche in relazione alle dimensioni dello Studio. Tra gli Studi con 1-3 collaboratori, il 62% dei clienti viene definito poco digitalizzato; la percentuale scende al 42,9% nelle strutture con più di 11 collaboratori. 
Gli Studi più strutturati sembrano quindi operare più frequentemente con una clientela orientata all’utilizzo di strumenti e processi digitali. 

 

Il vero ostacolo alla digitalizzazione? La resistenza al cambiamento 

Interessante è anche capire cosa frena la trasformazione digitale delle imprese clienti. 
Secondo il Barometro, il principale ostacolo è la resistenza al cambiamento, indicata dal 54,5% degli Studi. Seguono la mancanza di personale qualificato nelle aziende clienti (34,3%), la mancanza di tempo per implementare nuovi sistemi (29,5%) e il costo delle soluzioni tecnologiche (23,9%). 
I dubbi relativi alla sicurezza e alla protezione dei dati vengono indicati invece dall’8,2% degli intervistati. 
I dati delineano quindi un punto particolarmente interessante: la trasformazione digitale della clientela è legata soprattutto a fattori organizzativi e culturali, prima ancora che strettamente tecnologici. 

Fatturazione elettronica protagonista, ma gli strumenti evoluti sono ancora poco diffusi 

Quali tecnologie utilizzano oggi le aziende clienti? 
La fatturazione elettronica domina nettamente, con il 67,5%, mentre a distanza troviamo ERP e sistemi di gestione aziendale, indicati dal 22,3%, e software di gestione amministrativa e fiscale, utilizzati nel 17% dei casi. CRM, strumenti per la gestione del personale e soluzioni di controllo finanziario rimangono invece sotto l’8%. Inoltre, il 16,8% dei professionisti dichiara di non conoscere gli strumenti tecnologici utilizzati dai propri clienti. 
Il quadro suggerisce quindi una digitalizzazione ancora concentrata prevalentemente sugli strumenti indispensabili alla gestione operativa, con margini di sviluppo nell’adozione di tecnologie più evolute. 

Il valore della consulenza è ancora difficile da comunicare 

La tecnologia, tuttavia, è solo una parte del rapporto tra Studio e cliente. 
Alla domanda sulle principali difficoltà nella gestione della clientela, il 54,8% degli Studi indica la difficoltà nel far percepire il valore della consulenza. È la criticità più citata, davanti alla scarsa puntualità nei pagamenti (37,3%) e alla necessità di fornire continui chiarimenti e spiegazioni ai clienti (30,5%). 
Seguono la resistenza agli adeguamenti tariffari (28%), l’elevata frammentazione delle richieste (27,7%), il ritardo nell’invio della documentazione (21,6%) e la scarsa competenza digitale della clientela (21,1%). 
È forse uno degli insight più significativi del capitolo: la sfida non consiste soltanto nell’ampliare l’offerta consulenziale, ma anche nel riuscire a renderne evidente il valore al cliente. 

Come cambieranno i clienti dei Commercialisti? 

Guardando ai prossimi anni, gli Studi iniziano però a individuare segnali chiari di evoluzione della domanda. 
Il dato più rilevante riguarda la consulenza: il 36,1% degli Studi prevede un aumento dei clienti che richiedono consulenza specializzata. Il 26,4% si aspetta una crescita della clientela under 40 e il 24,5% prevede un incremento dei clienti digitalizzati e orientati ai servizi online. 
Il 21,8% prevede inoltre maggiori richieste da lavoratori autonomi e freelance, mentre il 15% indica una crescita della domanda proveniente dal terzo settore. 
Sono segnali che raccontano un cambiamento potenzialmente importante: accanto alla gestione degli adempimenti, il cliente potrebbe cercare sempre più nel Commercialista competenze specialistiche e un supporto capace di accompagnarlo nelle decisioni. 

Dalla gestione degli adempimenti a una relazione sempre più consulenziale

Il Capitolo 2 del Barometro racconta quindi una clientela ancora fortemente rappresentata da partite IVA, microimprese e PMI, caratterizzata da una significativa stabilità della relazione con lo Studio e da una maturità digitale ancora limitata. 
Ma all’interno di questa fotografia emergono già i segnali del cambiamento. 
Consulenza specializzata, clienti più giovani e servizi digitali sono alcune delle direttrici che gli Studi indicano per l’evoluzione futura del proprio portafoglio. 
Comprendere queste trasformazioni significa prepararsi a rispondere a esigenze diverse, ma anche interrogarsi sul ruolo che il Commercialista potrà assumere nella relazione con le imprese. 
Quanto spazio occupa oggi la consulenza nell’attività degli Studi? Quali servizi chiedono maggiormente i clienti? E quanto è proattivo il Commercialista nel proporre servizi a valore aggiunto? 
Sono alcuni dei temi che il Barometro dei Commercialisti 2026 approfondisce nei capitoli successivi.

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Barometro dei Commercialisti
Dati, trend e prospettive per capire come sta evolvendo la professione e quali sfide attendono gli studi professionali.
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