Fisco, Contabilità e Paghe 20 ottobre, 2026

Modello di business degli Studi professionali: crescita e nuove opportunità

Dopo aver analizzato il profilo degli Studi, le caratteristiche della clientela e l’evoluzione dei servizi, il Barometro dei Commercialisti 2026 approfondisce un tema decisivo per il futuro della professione: la sostenibilità del modello di business.
Il Capitolo 4 osserva l’andamento dei ricavi, il peso crescente della consulenza strategica, le principali difficoltà operative e le opportunità di sviluppo individuate dagli Studi. Il quadro che emerge è quello di un settore ancora solido nei servizi tradizionali, ma chiamato a trovare nuovi spazi di crescita e redditività.


Servizi tradizionali stabili, consulenza strategica più dinamica

Negli ultimi cinque anni, i ricavi generati dai servizi tradizionali sono rimasti sostanzialmente stabili per la maggior parte degli Studi.
Il 75% dichiara infatti ricavi invariati in quest’area, mentre il 13,9% segnala una crescita e l’11,1% una diminuzione.
La consulenza strategica presenta invece una dinamica più vivace: il 31,5% degli Studi registra un incremento dei ricavi, il 56,5% una situazione stabile e il 12% una contrazione.
I servizi tradizionali continuano quindi a rappresentare una base importante del business, ma la consulenza emerge come un’area con maggiori opportunità di sviluppo e valorizzazione.

La dimensione dello Studio incide sulla crescita della consulenza

L’analisi per dimensione evidenzia una relazione tra struttura organizzativa e capacità di sviluppare ricavi da consulenza strategica.
Tra gli Studi con 1-3 collaboratori, il 23,9% segnala una crescita dei ricavi consulenziali. La quota sale al 41% tra gli Studi con 4-6 collaboratori, si attesta al 30,3% tra quelli con 7-11 collaboratori e raggiunge il 65% nelle strutture con oltre 11 collaboratori.
Gli Studi più piccoli risultano anche maggiormente esposti a una contrazione: il 14,9% delle realtà con 1-3 collaboratori registra una diminuzione dei ricavi da consulenza, contro il 5% degli Studi più strutturati.
Disporre di più risorse, competenze e capacità organizzativa sembra quindi favorire lo sviluppo di servizi consulenziali a maggiore valore aggiunto.

Carico operativo e complessità normativa frenano l’evoluzione

La crescita non dipende soltanto dalla domanda del mercato. Gli Studi devono confrontarsi con criticità che incidono direttamente sulla capacità di innovare, organizzarsi e ampliare l’offerta.
La difficoltà più citata è l’elevato carico operativo associato alla mancanza di tempo, indicato dal 47,3% degli intervistati. Subito dopo si colloca la crescente complessità normativa e la necessità di aggiornamento continuo, segnalata dal 45,9%.
Seguono la concorrenza crescente e la pressione sui prezzi, con il 27,7%, la difficoltà nel crescere o sviluppare nuovi servizi, con il 17%, e le criticità legate alla tecnologia e alla digitalizzazione dei processi, indicate dal 16,8%. Il 15,9% segnala inoltre difficoltà nell’acquisizione e fidelizzazione di personale qualificato.
Il nodo centrale è quindi riuscire a conciliare gli adempimenti quotidiani con il tempo e le risorse necessari per sviluppare servizi, competenze e nuove modalità di relazione con il cliente.

Il peso della normativa sull’operatività quotidiana

Il quadro normativo esercita un impatto significativo sull’organizzazione degli Studi professionali.
Il 46,9% degli intervistati valuta elevata l’incidenza della normativa sulle attività quotidiane: il 35,6% assegna un punteggio pari a 4 su 5 e l’11,3% un livello massimo di 5 su 5. Un ulteriore 40% indica un impatto medio.
L’aumento degli adempimenti, le frequenti modifiche legislative e la necessità di aggiornamento continuo assorbono risorse operative e possono ridurre lo spazio disponibile per attività di analisi, consulenza e sviluppo del business.
La capacità di governare questa complessità diventa quindi una componente essenziale della sostenibilità economica e organizzativa dello Studio.

Nuovi clienti e nuovi servizi guidano le strategie di crescita

Guardando ai prossimi tre anni, gli Studi individuano nell’acquisizione di nuovi clienti la principale opportunità di sviluppo, indicata dal 39,5% degli intervistati.
Al secondo posto si colloca l’introduzione di nuovi servizi, citata dal 29,5%, seguita dalla crescita delle aziende già clienti, indicata dal 20,5%.
Le fusioni e le aggregazioni con altri Studi vengono considerate dal 14,1%, mentre l’espansione geografica è indicata soltanto dal 5% del campione.
La crescita immaginata dagli Studi non passa quindi soprattutto dall’apertura di nuovi mercati territoriali, ma dal rafforzamento della base clienti e dalla capacità di ampliare l’offerta con servizi coerenti con bisogni più evoluti.

Dalla stabilità alla valorizzazione dei servizi

I dati del Capitolo 4 mostrano una distinzione netta tra la solidità dei ricavi tradizionali e il maggiore dinamismo della consulenza strategica.
Per cogliere questa opportunità, tuttavia, non basta aggiungere nuovi servizi al catalogo. Occorre creare le condizioni per erogarli in modo sostenibile: organizzazione interna, competenze, tecnologia, tempo disponibile e una proposta di valore riconoscibile per il cliente.
Il passaggio verso un modello più consulenziale richiede anche una diversa capacità di misurare la redditività delle attività, selezionare le aree su cui investire e comunicare il valore generato per le imprese.
In questa prospettiva, la consulenza non sostituisce i servizi tradizionali, ma può affiancarli e contribuire a costruire un modello di Studio più equilibrato, differenziato e orientato alla crescita.

Un modello di business chiamato a evolvere

Il Barometro dei Commercialisti 2026 restituisce l’immagine di un settore che conserva una base economica stabile, ma che deve affrontare pressioni operative e normative rilevanti.
La consulenza strategica rappresenta una delle principali direttrici di sviluppo, soprattutto per gli Studi più strutturati. Allo stesso tempo, acquisizione di nuovi clienti e introduzione di nuovi servizi sono le opportunità su cui i professionisti concentrano maggiormente l’attenzione.
La vera sfida sarà trasformare queste opportunità in crescita sostenibile, liberando tempo dalle attività a minore valore, rafforzando le competenze e adottando strumenti capaci di rendere i processi più efficienti.
Quale ruolo possono avere tecnologia, cloud e intelligenza artificiale in questo percorso? Il Barometro approfondisce questi temi nel capitolo dedicato alla trasformazione digitale degli Studi professionali.
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