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ComplianceFisco, Contabilità e PagheFinanza e Gestione21 maggio, 2018

Tracciabilità dei pagamenti come strumento antievasione

L’evasione, l’elusione, il riciclaggio e la contraffazione: tutte pratiche che il Fisco intende combattere ed eliminare. Per fare ciò è necessario tracciare i pagamenti e i flussi di denaro. Vediamo, in pratica, di cosa si tratta e quali cambiamenti apporterà.

Il ruolo chiave della moneta elettronica

Il primo passo per rendere possibile la tracciabilità dei pagamenti è senza dubbio quello di ridurre il denaro contante che, non avendo né nome né possessore non può lasciare alcuna traccia.

Attualmente in Italia il limite dell’uso contante è di 3000 euro, mentre per assegni bancari e postali, vaglia, cambiali e per il money-transfer ammonta a 1000. Questo limite vale solo per trasferimenti di denaro tra soggetti diversi.

Quando è necessario effettuare un pagamento superiore alla soglia di tracciabilità prevista, occorre utilizzare la moneta elettronica, ovvero transazioni di denaro tramite bonifici, carte di credito, carte di debito, carte prepagate e pratiche telematiche via POS.

Tracciabilità dei pagamenti: le operazioni coinvolte

Quali sono i casi in cui è d’obbligo il pagamento con metodi tracciabili?

  • Pagamenti nel settore del commercio e dei servizi
  • Acquisto di servizi di pubblicità online e servizi ausiliari
  • Pagamenti di F24 sopra i 1000 euro per TASI, IMU, IVA e altri tributi
  • Stipendi e retribuzioni: questo è il contesto maggiormente coinvolto nell’obbligo di tracciabilità.
    Stipendi e pensioni, infatti, non potranno più essere pagati in denaro contante.

Cosa è cambiato dal 1° luglio 2018

Tra le novità più importanti introdotte dalla Legge di Stabilità in tema di lavoro, c’è lo stop al contante per il pagamento degli stipendi. Dal 1° luglio 2018, infatti, ai datori di lavoro e ai committenti è vietata la retribuzione attraverso denaro contante direttamente ai dipendenti. Il pagamento in contanti è consentito esclusivamente se effettuato presso uno sportello bancario o postale, dove al datore di lavoro sia intestato un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento.

Per tutti gli altri casi, lo stipendio deve essere corrisposto attraverso forme di pagamento tracciabili.
Le pensioni possono invece essere pagate in contanti solo se inferiori a 1.000€.

Questi vincoli valgono indipendentemente dalla tipologia di rapporto (dipendente, collaboratori, cooperative) e dal settore di appartenenza, esclusi i rapporti di lavoro instaurati con la Pubblica Amministrazione e con badanti/colf che lavorano almeno quattro ore al giorno presso lo stesso datore di lavoro.

Per concludere

La tracciabilità del denaro e, come abbiamo avuto modo di vedere, la fatturazione elettronica parlano una lingua comune: quella della digitalizzazione che non ha solo il merito di snellire e gestire “processi leciti” ma anche di controllare e combattere quelli illegali.

La battaglia all’evasione fiscale è ancora lunga, ma questo è senz’altro un passo molto importante.