Finanza e GestioneFisco, Contabilità e Paghe26 febbraio, 2026

Sanremo e fisco: guida alle spese eventi, sponsorizzazioni e IVA

Il Festival di Sanremo non è solo uno degli eventi mediatici più seguiti in Italia. È anche un concentrato di iniziative aziendali, sponsorizzazioni, cene di rappresentanza e attività di marketing che, ogni anno, coinvolgono imprese di ogni dimensione. Dietro le luci dell’Ariston, però, si nasconde una domanda molto concreta: come vanno gestite fiscalmente le spese legate agli eventi? Quando investire in sponsorizzazioni ha senso?
Sanremo rappresenta un vero e proprio caso scuola per comprendere le regole fiscali applicabili a eventi, hospitality e sponsorizzazioni, ben oltre la settimana della manifestazione.


 Eventi aziendali: come qualificare correttamente le spese?

La prima distinzione fondamentale riguarda la natura fiscale dell’evento. «Dal punto di vista tributario, il nodo centrale è capire se una spesa rientra tra le spese di rappresentanza o tra quelle di pubblicità», spiega Eleonora Radaelli, Tax Expert and Software Product Owner di Wolters Kluwer Tax & Accounting.
Il riferimento normativo è l’articolo 108 del TUIR, integrato dal Decreto Ministeriale 19 novembre 2008, che disciplina le spese di rappresentanza: costi sostenuti per accrescere il prestigio e l’immagine dell’impresa, senza una diretta finalità di vendita. Rientrano in questa categoria molte attività tipiche dei grandi eventi come Sanremo:

  • cene e ricevimenti per clienti e partner,
  • eventi di intrattenimento,
  • hospitality e iniziative di relazione.

Dal punto di vista fiscale, queste spese sono deducibili solo entro limiti percentuali commisurati ai ricavi dell’impresa e, in linea generale, l’IVA è indetraibile ai sensi dell’articolo 19 bis1 del DPR 633/1972, salvo eccezioni di modico valore.
A questo quadro si aggiunge oggi un elemento di forte impatto operativo. Con il DL 84/2025, entrato in vigore il 18 giugno 2025, la deducibilità delle spese di rappresentanza è espressamente subordinata al pagamento con strumenti tracciabili, sia in Italia che all’estero. Un aspetto che rende ancora più centrale la corretta gestione di pagamenti, fatture e documentazione negli eventi aziendali.

Spese di pubblicità e sponsorizzazioni: quando sono più “efficienti”

Diverso è il caso delle spese di pubblicità e sponsorizzazione, spesso molto rilevanti durante manifestazioni come il Festival di Sanremo. «La giurisprudenza della Corte di Cassazione è chiara: ciò che conta non è la forma dell’evento, ma la finalità concreta della spesa», osserva Eleonora Radaelli.
Una spesa può essere qualificata come pubblicitaria quando:

  • è finalizzata alla promozione diretta di prodotti o servizi,
  • prevede una controprestazione specifica e misurabile (visibilità del marchio, citazioni, utilizzo del logo),
  • rispetta il principio di inerenza rispetto all’attività svolta.

In questi casi, il costo è integralmente deducibile e l’IVA può essere detraibile, a differenza delle spese di rappresentanza. 

Sponsorizzazioni culturali: attenzione a documentazione e proporzionalità

Sanremo è anche uno degli esempi più evidenti di sponsorizzazioni culturali, un ambito in cui il confine fiscale può diventare particolarmente sottile. «Non basta legare il proprio brand a un grande evento per rendere la spesa automaticamente deducibile», sottolinea Radaelli.
L’Amministrazione finanziaria può contestare la deducibilità o la detraibilità dell’IVA se:

  • manca una reale controprestazione,
  • la spesa è sproporzionata rispetto al volume d’affari,
  • non è adeguatamente documentata.

Eventi e fisco: le regole valgono tutto l’anno

Il Festival dura pochi giorni, ma le regole fiscali sugli eventi valgono dodici mesi. «Una corretta pianificazione fiscale permette alle imprese di trasformare un evento in un investimento sostenibile anche dal punto di vista tributario», evidenzia l’esperta.
Conoscere la normativa, qualificare correttamente le spese, adottare strumenti di pagamento tracciabili e curare la documentazione non è solo una questione di compliance: è un modo concreto per governare il rischio fiscale e valorizzare le attività di marketing e comunicazione. Dietro le luci di Sanremo, il vero successo per le imprese passa anche dal fisco.

FAQ – Eventi aziendali, Sanremo e gestione fiscale

  1. Le spese sostenute durante Sanremo sono sempre deducibili?
    No. Le spese legate a cene, hospitality e attività di relazione rientrano spesso tra le spese di rappresentanza, deducibili solo entro limiti percentuali. Sono invece completamente deducibili le spese pubblicitarie e di sponsorizzazione, se finalizzate alla promozione diretta.
  2. Qual è la differenza tra spese di rappresentanza e spese pubblicitarie?
    Le spese di rappresentanza migliorano immagine e prestigio senza finalità di vendita immediata; quelle pubblicitarie hanno un obiettivo diretto di promozione e prevedono una controprestazione misurabile, come visibilità del brand.
  3. L’IVA sulle spese di rappresentanza è detraibile?
    In generale no: l’IVA è indetraibile ai sensi dell’art. 19‑bis1 del DPR 633/1972, salvo beni di modico valore. Per sponsorizzazioni e pubblicità invece l’IVA può essere detratta.
  4. Con il DL 84/2025 cosa cambia per la deducibilità?
    Dal 18 giugno 2025 le spese di rappresentanza sono deducibili solo se pagate con strumenti tracciabili, anche all’estero. È quindi essenziale una gestione rigorosa di pagamenti e documenti.
  5. Le sponsorizzazioni culturali come Sanremo presentano rischi fiscali?
    Sì, possono essere contestate se manca una controprestazione effettiva, se la spesa è sproporzionata rispetto al business o se non esiste documentazione adeguata.
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