Gli HSE testano la ISO45001 in epoca di emergenza
Compliance06 aprile, 2021

Gli HSE testano la ISO45001 in epoca di emergenza

A circa 3 anni di distanza dalla sua pubblicazione, si può affermare che la pandemia da Covid-19 abbia agito da stress test sulla ISO45001. Quali sono state le applicazioni della ISO450001 nel contesto emergenziale nell’ambito della Salute e Sicurezza sul lavoro? Lo standard emesso solo nel mese di marzo 2018, si è dimostrato efficace? Oppure ha messo in luce delle carenze nei sistemi di gestione?

L’analisi a disposizione in download gratuito a questo link si propone di analizzare la norma che ha riplasmato il modo di pensare la Sicurezza sul Lavoro e la sua applicazione nel contesto pandemico. Se però la norma ISO45001 è stata pubblicata il 12 marzo 2018, al termine di un iter durato alcuni anni, che ha visto coinvolti esperti provenienti da 69 Paesi, e organizzazioni di primaria rilevanza mondiale quali ILO (International Labour Organization), IOE (International Organisation of Employers) e ITUC (International Trades Union Confederation), nel mese di dicembre 2020 è stata rilasciata la ISO45005, realizzata in soli 3 mesi. Quest’ultima è un’integrazione del primo standard e tiene conto delle mutate condizioni lavorative a causa dell’emergenza sanitaria.

A maggior ragione, pertanto, è necessaria un’analisi del primo standard, all’indomani della pubblicazione della ISO45005.

La pandemia uno stress test per la ISO 45001

La norma ISO 45001, Sistemi di gestione per la salute e la sicurezza sul lavoro, non è stata disegnata avendo in mente la pandemia che stiamo vivendo da più di un anno, che ha cambiato il modo nel quale i più di noi vivono e lavorano (un’analisi sul tema dello stesso autore è presente in questo articolo di Teknoring.com). Sicuramente questa condizione è stata un interessante stress test, che ha contribuito ad evidenziare i punti di forza e di debolezza dello standard, e delle organizzazioni che l’hanno adottato.

L’importanza del contesto: punto di forza della ISO45001 e punto debole delle aziende

La sua impostazione generale, che si basa sull’High Level Structure, lo standard al quadrato che l’ISO si è data come quadro comune dei propri sistemi di gestione, che richiede di basare il progetto del proprio sistema sulla comprensione dell’organizzazione e del suo contesto, si è mostrata sicuramente un punto di forza della norma. Il contesto è cambiato in conseguenza della pandemia, e lo standard ha mostrato di avere in sé gli strumenti per gestire questo cambiamento. Sono piuttosto le organizzazioni, quelle che non hanno compreso a fondo questo concetto, che hanno svolto l’esercizio dell’analisi del contesto in modo superficiale e disegnato un sistema di gestione non adatto alle loro caratteristiche. In questo modo, si sono create da sole una vulnerabilità che magari non hanno ancora percepito, come quegli animali a sangue freddo che non si rendono conto di essere stati feriti, a causa della lentezza dei loro riflessi.

Il requisito 8.1.3 stabilisce la necessità di riesaminare le conseguenze dei cambiamenti involontari per intraprendere le azioni necessarie per mitigarne gli effetti negativi. A più di un anno dalla proclamazione dello stato di emergenza, però, la fase del cambiamento involontario deve avere lasciato spazio alle decisioni strategiche adottate per la risposta, e ancora lo standard ci aiuta nel mantenere sotto controllo le modifiche pianificate, temporanee e permanenti. Lo strumento da utilizzare a questo proposito è quello del riesame della direzione, definito al requisito 9.3 dello standard. Si tratta di un passo che, di solito, segna la conclusione di un ciclo e la partenza di uno nuovo, ma nulla impedisce possa essere utilizzato per una nuova pianificazione delle attività, in conseguenza di un evento epocale quale quello che stiamo vivendo. In particolare, occorre valutare come sia cambiata la capacità delle organizzazioni di perseguire i propri obiettivi. Alcune aziende hanno visto aumentare enormemente il proprio giro d’affari, e questo ha reso palesi strozzature e colli di bottiglia. Le più lo hanno visto diminuire, gettando ombre sulla loro continuità. Tutti hanno dovuto modificare il modo in cui si lavora.

L’analisi, firmata da Antonio Pedna, Architetto, TechIOSH, IEMA, socio AIAS, è seguita dal richiamo di alcuni punti focali della ISO45001.

 

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