Fiscalità aziendale nei grandi gruppi: perché serve una governance fiscale strutturata
La governance fiscale nei grandi gruppi deve tenere insieme più dimensioni: imposte dirette e indirette, transfer pricing, fiscalità internazionale, operazioni straordinarie, flussi infragruppo, gestione dei crediti e debiti fiscali, reporting verso autorità e stakeholder. La complessità aumenta quando il gruppo opera in più Paesi o quando la struttura societaria prevede subholding, branch, controllate estere e società operative con funzioni differenti.
In questo contesto, una governance fiscale efficace richiede ruoli chiari, responsabilità definite e processi condivisi tra tax, finance, legal, risk management e controllo interno. Il Tax Manager non può più limitarsi a coordinare dichiarazioni e versamenti: deve presidiare il ciclo del dato fiscale, dalla sua origine nei sistemi contabili fino alla sua rappresentazione nei report e negli adempimenti.
Un esempio è il Transfer Pricing. Le operazioni infragruppo devono essere coerenti con il principio di libera concorrenza e supportate da documentazione adeguata. Per i gruppi, questo implica raccogliere dati contrattuali, contabili e gestionali, monitorare margini e policy interne, aggiornare la documentazione e garantire coerenza tra local file, master file e reporting fiscale.
La domanda operativa è quindi: il gruppo dispone di un modello fiscale sufficientemente documentato e verificabile? Se la risposta è negativa, il rischio non è solo fiscale, ma anche organizzativo, perché eventuali lacune nei processi possono emergere in sede di controllo, audit interno o confronto con l’Amministrazione finanziaria.
Scadenze fiscali e compliance continua: come ridurre rischi, errori e ritardi
Nei grandi gruppi, la gestione delle scadenze fiscali non può essere affrontata con strumenti isolati o calendari manuali. Dichiarazioni, liquidazioni, versamenti, comunicazioni, documentazione transfer pricing, Country-by-Country Reporting e adempimenti collegati alla Global Minimum Tax richiedono un sistema di monitoraggio continuo.
La compliance continua consente di anticipare criticità, assegnare responsabilità, monitorare avanzamenti e verificare la coerenza dei dati prima dell’invio. Il punto chiave è evitare che il controllo avvenga solo a ridosso della scadenza. In presenza di molte entità e flussi informativi complessi, correggere errori in fase finale può diventare oneroso e aumentare il rischio di ritardi.
Per ridurre rischi, errori e ritardi è utile adottare un modello basato su tre livelli.
- Il primo è la pianificazione: ogni adempimento deve avere owner, calendario, fonti dati e procedure definite.
- Il secondo è il controllo preventivo: i dati devono essere riconciliati tra sistemi contabili, fiscali e di consolidamento.
- Il terzo è la tracciabilità: ogni attività deve lasciare evidenza documentale, in modo da ricostruire chi ha fatto cosa, quando e sulla base di quali informazioni.
In questo scenario, un software per la fiscalità dei grandi gruppi può supportare il presidio delle scadenze, l’aggiornamento dei flussi, la raccolta documentale e il controllo delle responsabilità interne. La tecnologia, però, non sostituisce la governance: la rende più solida solo se è inserita in processi chiari e coerenti con il modello organizzativo del gruppo.
GloBE Information Return e Global Minimum Tax: nuovi obblighi per gruppi multinazionali e nazionali
La Global Minimum Tax rappresenta uno dei cambiamenti più rilevanti per la fiscalità dei grandi gruppi. Il quadro nasce dalle regole OCSE/G20 del Pillar Two e mira a garantire un livello minimo di imposizione effettiva pari al 15% per i gruppi multinazionali e nazionali di grandi dimensioni che superano determinate soglie dimensionali.
Il tema non riguarda soltanto il calcolo dell’eventuale imposta integrativa, ma soprattutto la capacità di raccogliere, validare e rendere disponibili dati fiscali e contabili granulari per ciascuna giurisdizione. La GloBE Information Return (GIR) è lo strumento informativo attraverso cui vengono comunicati dati rilevanti ai fini dell’applicazione delle regole GloBE.
Per l'esercizio 2024, la prima scadenza per la presentazione della GloBE Information Return (GIR) relativa alla Global Minimum Tax era fissata al 30 giugno 2026. Sebbene il termine ordinario sia ormai trascorso, per i gruppi che non hanno ancora completato l'adempimento è prevista una proroga fino al 30 settembre 2026. Il termine riguarda i gruppi multinazionali e nazionali con ricavi pari o superiori a 750 milioni di euro.
Questo adempimento impone alle funzioni tax una preparazione anticipata, perché i dati necessari non sempre coincidono con quelli già disponibili nei sistemi di bilancio o consolidamento.
Le principali criticità riguardano la qualità delle informazioni, la coerenza tra dati locali e dati consolidati, la gestione delle differenze tra principi contabili e regole fiscali, la documentazione delle assunzioni e la tracciabilità dei calcoli. Per i Tax Risk Officer, il rischio è duplice: da un lato la non conformità dell’adempimento, dall’altro l’incapacità di dimostrare la solidità del processo utilizzato per produrre i dati.
In questo contesto, disporre di strumenti digitali specifici e di competenze specialistiche diventa fondamentale. Le soluzioni software di Wolters Kluwer supportano i gruppi nella gestione della Global Minimum Tax e della GIR, automatizzando raccolta dati, controlli e reporting, mentre un team di consulenti esperti affianca le funzioni Tax e Finance nell'analisi normativa, nella predisposizione degli adempimenti e nella definizione di processi solidi e conformi ai requisiti richiesti.
Tax Control Framework: come rafforzare controllo interno, tracciabilità e gestione del rischio fiscale
Il Tax Control Framework, spesso indicato anche come TCF, è il modello attraverso cui un gruppo organizza il presidio del rischio fiscale. Non si tratta di un semplice manuale di procedure, ma di un sistema strutturato che collega governance, processi, controlli, responsabilità e flussi informativi.
Un tax control framework efficace deve consentire di identificare i rischi fiscali, valutarne la rilevanza, definire controlli preventivi e successivi, monitorare le anomalie e documentare le azioni correttive. Nei grandi gruppi, questo significa integrare il presidio fiscale con il sistema di controllo interno e con le funzioni che generano dati rilevanti: amministrazione, finance, tesoreria, procurement, vendite, HR, legal e IT.
La tracciabilità è uno degli elementi più importanti. Ogni scelta fiscale rilevante dovrebbe essere supportata da evidenze: dati utilizzati, interpretazioni applicate, approvazioni interne, documenti di supporto e controlli effettuati. Questo approccio riduce il rischio di dipendere da conoscenze individuali o da processi informali e consente al gruppo di dimostrare la propria capacità di gestione del rischio.
Per Head of Tax e Tax Manager, il TCF è anche uno strumento di dialogo con il management. Permette di trasformare il rischio fiscale in un tema misurabile, rappresentabile e integrato nei processi decisionali. Non si tratta solo di evitare sanzioni, ma di migliorare la qualità della governance, rafforzare la trasparenza e rendere più efficiente la gestione degli adempimenti.
In conclusione, la fiscalità aziendale dei grandi gruppi richiede un approccio sempre più proattivo, fondato su dati affidabili, processi documentati e strumenti digitali adeguati. Scadenze fiscali, compliance continua, Global Minimum Tax, Globe information return e tax control framework sono parti di un unico sistema: la capacità del gruppo di governare il rischio fiscale in modo strutturato, verificabile e coerente con la complessità del business.
Vuoi approfondire come strutturare la fiscalità moderna?
👉 Richiedi una Demo!