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Finanza e Gestione24 gennaio, 2022

I ruoli del commercialista di oggi, tra bilanci, consulenze e mediazioni

Ci troviamo nel bel mezzo di un momento che verrà ricordato per molti anni a venire e che sicuramente sta segnando e segnerà le nostre abitudini, la nostra mentalità, anche il nostro modo di pensare al business.

Rispetto a quasi due anni fa, certamente, si vedono segni di miglioramento o comunque l’inizio di un’idea di ripresa. Una ripresa a cui dovremo prendere parte tutti e in cui le scelte delle imprese saranno fondamentali.

Si tratta di un momento delicato e cruciale in cui anche la figura del commercialista giocherà una parte importantissima e soprattutto ricoprirà più ruoli. Per un professionista questo può significare un’importante sfida, oltre che una grande responsabilità.

Ma quali sono allora i ruoli che il commercialista deve essere pronto a ricoprire oggi? Sono molteplici e molto spesso dialogano fra di loro. Si possono riassumere in: revisore, consulente e mediatore.

La figura del revisore è ovviamente chiave. Si tratta di una figura professionale esperta in bilancio, contabilità e controllo delle scritture, nonché dei principi e delle norme che regolano questi ambiti. Quando ricoprite questo ruolo vi ritrovate quindi a verificare e stabilire se la tenuta della contabilità di un'azienda è in linea con le disposizioni in materia dettate dalla legge, e non solo.

Essere in grado di compiere una corretta e approfondita analisi di bilancio oggi può determinare letteralmente il futuro di un’azienda. Permette, per esempio, di individuare le aree aziendali con maggiori difficoltà e intervenire nel modo più rapido e opportuno prima che sia troppo tardi.

Ma anche essere in grado di monitorare costantemente la salute di un’impresa, limitare le uscite non indispensabili e incassare i crediti.

In tutte queste azioni, estremamente delicate e complesse, la vostra figura deve essere necessariamente affiancata da un alleato affidabile e avanzato, un software che vi permetta di essere il più precisi possibile, senza disperdere energie inutilmente. Uno strumento altamente intuitivo, ma anche ricco di skill, come per esempio Revisya di Wolters Kluwer.

Ma oltre a questo ruolo di revisore, di cui abbiamo appena parlato, un professionista che sia davvero al passo con i tempi deve sapere ricoprire anche i ruoli di consulente e di mediatore.

In questo preciso momento, da consulenti, in primis dovrete essere in grado di supportare gli imprenditori e suggerire loro le migliori scelte da compiere. Per questo non servono solo conoscenze e responsabilità, ma anche empatia e la capacità di entrare in contatto con i propri clienti.

Un commercialista che si avvicina maggiormente alla figura consulenziale sicuramente dovrà occuparsi di alcuni aspetti come, per esempio, pianificare i flussi di cassa a 12 mesi e assicurare nuova liquidità.

Nel primo caso, attraverso calcoli e software, si programmeranno nel dettaglio quelle che saranno le risorse utili a supportare l’attività nei mesi futuri. Il tutto prevedendo i flussi di cassa in entrata e in uscita per i 12 mesi successivi nel modo più preciso possibile e trovando soluzioni qualora qualche dato fosse insufficiente.

Ma un commercialista/consulente, oggi, deve essere anche in grado di assicurare ai propri clienti nuova liquidità, ottenendo la valutazione di ammissibilità alla garanzia del Fondo, in linea con quanto dichiarato nel Decreto Cura Italia. Per questo è importantissimo che sia sempre aggiornato su ogni normativa, ogni cambiamento, ogni opportunità. E sappiamo quanto spesso sia difficile stare al passo con la burocrazia e tutti i cambiamenti nel nostro Paese.

C’è infine un altro aspetto che è cambiato nel corso degli ultimi anni: Il rapporto fra banca e impresa, con un sistema creditizio sempre più esigente e selettivo nel valutare la situazione finanziaria e il merito creditizio delle imprese.

Ecco che entra in campo un altro ruolo importantissimo che potrete ricoprire, quello di mediatori. Sì perché è chiara, soprattutto oggi, l’esigenza da parte delle imprese di un supporto professionale qualificato e di una “intermediazione” efficiente con gli istituti di credito.

In questo senso, oltre a parlare con gli istituti bancari per voce del vostro cliente, è molto importante portare quest’ultimo a comprendere diverse dinamiche, anche quando sono complesse, semplificandole. A fare cioè in modo che non si senta in balìa di eventi e istituzioni, che non si senta impaurito o impotente.

Quando siamo in grado di spiegare ai nostri clienti tutto ciò che succede facendoci comprendere, guadagnamo fiducia e la fiducia porta a una migliore collaborazione e a rapporti più duraturi. E questo è un investimento anche per lo Studio.

Insomma, cari commercialisti, questi non sono tempi semplici, ma sono sicuramente tempi che possono rivelarsi stimolanti per la vostra occupazione. Perché se è vero che non si smette mai di imparare, è altresì vero che non si smette mai di crescere.

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