Il bilancio è uno degli strumenti fondamentali per comprendere un’impresa. Descrive i risultati raggiunti, rappresenta la situazione economica e patrimoniale e permette di analizzare l’andamento dell’attività. Ma per l’imprenditore c’è una domanda altrettanto importante: cosa potrebbe accadere nei prossimi anni?
Come potrebbero evolvere ricavi e costi? Quale impatto potrebbe avere un nuovo investimento? Gli obiettivi di crescita sono coerenti con l’equilibrio economico e patrimoniale dell’impresa? E cosa succede se alcune delle ipotesi iniziali cambiano? Sono domande che spostano il punto di osservazione.
Il bilancio storico rimane fondamentale, ma da punto di arrivo può diventare punto di partenza per costruire scenari, formulare ipotesi e accompagnare l'impresa nelle decisioni.
È in questa prospettiva che si inseriscono i Bilanci previsionali di Genya CFO.
Perché fare il bilancio previsionale?
Il bilancio previsionale è una rappresentazione prospettica della possibile evoluzione economica e patrimoniale dell'impresa, costruita sulla base dei dati disponibili e di specifiche ipotesi sul futuro.
Non significa quindi cercare di prevedere con certezza ciò che accadrà.
Significa fare qualcosa di diverso: trasformare aspettative e obiettivi in ipotesi strutturate, osservandone gli effetti nel tempo.
Il valore della previsione sta proprio nella possibilità di costruire uno scenario di riferimento che possa essere discusso, verificato e modificato.
Un processo nel quale il commercialista può assumere un ruolo sempre più rilevante.
Dal bilancio consuntivo al bilancio previsionale
Il primo passo consiste nel partire da ciò che l'impresa già conosce: i propri dati storici.
La storia dell'azienda offre infatti una base informativa preziosa per comprendere dinamiche, equilibri ed evoluzioni.
Ma i risultati passati, da soli, non possono raccontare ciò che l'imprenditore intende fare. Per costruire una rappresentazione del futuro occorre aggiungere un secondo elemento: le ipotesi.
Quale andamento dei ricavi si prevede?
Come potrebbe cambiare la struttura dei costi?
Sono previsti nuovi investimenti?
Come potrebbero evolvere crediti e debiti?
Con i Bilanci previsionali di Genya CFO, dati storici e ipotesi gestionali possono essere combinati per costruire scenari economici e patrimoniali relativi ai successivi due-cinque anni.
Il bilancio cambia così prospettiva: non fotografa soltanto ciò che l'impresa è stata, ma aiuta a rappresentare ciò che potrebbe diventare.
Prevedere non significa indovinare: significa costruire scenari
Quando si parla di previsioni aziendali è importante distinguere una previsione da una certezza.
Nessun modello può sapere esattamente quale sarà l'andamento futuro dell'impresa.
Il valore del bilancio previsionale è invece nella capacità di rispondere a domande del tipo:
• cosa accadrebbe se i ricavi crescessero?
• quale sarebbe l'effetto di un aumento dei costi?
• come inciderebbe un nuovo investimento?
• cosa cambierebbe con tempi di incasso differenti?
• come potrebbe evolvere l'equilibrio economico e patrimoniale?
Il professionista può così confrontare ipotesi diverse e aiutare l'imprenditore a comprenderne le conseguenze.
Il futuro non viene “previsto”: viene esplorato attraverso scenari.
Dati storici e ipotesi: due modi per costruire la previsione
Non tutte le imprese dispongono dello stesso livello di informazione e non ogni attività di pianificazione richiede lo stesso grado di dettaglio.
Per questo, con Genya CFO, il professionista può utilizzare una logica statistica, una parametrizzazione puntuale oppure combinare i due approcci.
Partire dalla storia dell'impresa
Quando non vengono inseriti parametri specifici, i dati storici selezionati possono essere utilizzati come base statistica per elaborare la previsione.
Il professionista può anche scegliere quali esercizi considerare, escludendo anni eccezionali che potrebbero essere poco rappresentativi dell'andamento dell'impresa.
In questo modo la storia aziendale diventa una prima base sulla quale costruire il confronto.
Integrare le aspettative sul futuro
Quando sono disponibili informazioni più puntuali, il professionista può intervenire sulle variabili che ritiene rilevanti e definire valori specifici per i diversi anni.
Tra gli elementi considerabili rientrano, ad esempio:
• ricavi;
• costi;
• crediti e debiti;
• investimenti e disinvestimenti;
• immobilizzazioni;
• debiti finanziari;
• patrimonio netto;
• accantonamenti.
Le due modalità possono inoltre coesistere nello stesso modello.
Si può quindi partire rapidamente dai dati disponibili e personalizzare ciò che conta davvero per la specifica impresa.
Dalla previsione alla simulazione: valutare prima di decidere
Uno degli aspetti più interessanti dell'analisi previsionale riguarda la possibilità di modificare le ipotesi e osservarne gli effetti.
Pensiamo, per esempio, a un'impresa che sta valutando un investimento.
La decisione non riguarda soltanto il costo immediato. Occorre considerare gli effetti negli esercizi successivi e inserirli all'interno del più ampio equilibrio economico e patrimoniale.
Lo stesso approccio può essere applicato a una crescita attesa dei ricavi, a una variazione dei costi o a una differente dinamica di crediti e debiti.
La simulazione permette così di trasformare una domanda generica, come “possiamo permetterci questa scelta?”, in un confronto più strutturato sulle variabili che potrebbero determinarne gli effetti. Ed è proprio in questo passaggio che il commercialista può mettere a disposizione una parte importante della propria competenza.
Dal budget al forecast: perché il piano deve evolvere insieme all'impresa
Una previsione realizzata all'inizio dell'anno non può tenere conto di tutto ciò che accadrà nei mesi successivi.
Le condizioni di mercato cambiano. I ricavi possono essere diversi dalle aspettative. Un investimento può essere anticipato o rimandato. Possono emergere nuovi costi o nuove opportunità.
Per questo la pianificazione non dovrebbe essere considerata un'attività statica.
Il budget definisce uno scenario di riferimento. Il forecast permette di aggiornarlo sulla base dei nuovi dati consuntivi e delle nuove ipotesi.
La previsione smette di essere un documento elaborato una sola volta e diventa un processo che può accompagnare l'evoluzione dell'impresa.
Analisi degli scostamenti: capire non solo dove siamo, ma perché
Un piano acquista ancora più valore quando viene confrontato con ciò che è realmente accaduto.
Il confronto tra previsioni e consuntivi permette di rispondere a tre domande semplici ma strategiche:
Dove volevamo arrivare?
Dove siamo arrivati?
Cosa dobbiamo rivedere?
Con Genya CFO, quando sono disponibili i relativi dati consuntivi, è possibile confrontare il valore previsto con quello effettivamente realizzato e analizzare gli scostamenti.
E il confronto può essere reso più frequente attraverso la distribuzione mensile dei valori previsionali, considerando anche eventuali caratteristiche di stagionalità dell'impresa.
Questo cambia anche la natura dello scostamento. Una differenza rispetto al piano non è soltanto un numero da misurare. È un'informazione da comprendere.
Dal risultato economico alla dinamica di incassi e pagamenti
Un'impresa può produrre ricavi senza averli ancora incassati e sostenere costi senza averli ancora pagati.
Per questo la lettura prospettica deve poter considerare anche il fattore tempo.
Nella costruzione della previsione è possibile rappresentare la quota dei ricavi che non verrà incassata nell'esercizio e quella dei costi che non verrà pagata nello stesso periodo.
L'analisi può quindi distinguere meglio tra:
• risultato economico;
• crediti verso clienti;
• debiti verso fornitori;
• tempi di incasso e pagamento;
• conseguenze sulla liquidità.
Per il confronto con l'imprenditore significa spostare la conversazione dal semplice “quanto prevediamo di vendere?” anche al “quando prevediamo di incassare?”.
Una nuova opportunità per la consulenza del commercialista
Il valore dei Bilanci previsionali non è soltanto nella produzione di nuovi numeri.
È soprattutto nel tipo di conversazione che quei numeri possono generare tra commercialista e imprenditore. Il confronto può progressivamente passare:
- dalla rendicontazione alla pianificazione;
- dall'osservazione alla simulazione;
- dalla spiegazione dei risultati alla valutazione delle decisioni;
- dal bilancio come documento al bilancio come strumento di confronto.
L'imprenditore porta nel dialogo la propria conoscenza dell'azienda: obiettivi, progetti, aspettative, investimenti e conoscenza del mercato.
Il commercialista può aiutare a organizzare queste informazioni all'interno di uno scenario economico e patrimoniale, verificandone la coerenza e accompagnando il cliente nella lettura dei risultati.
Le ipotesi diventano così esplicite, verificabili e aggiornabili.
Da interprete del passato a partner nelle decisioni
Per molto tempo una parte significativa della relazione tra impresa e commercialista si è concentrata su quanto già avvenuto: bilanci, risultati, adempimenti, verifiche.
La crescente disponibilità di dati e strumenti di analisi apre però uno spazio ulteriore.
Il professionista può partire dal patrimonio informativo che già possiede per aiutare il cliente a porsi nuove domande:
Dove vogliamo arrivare?
Su quali ipotesi si basa il nostro obiettivo?
Cosa potrebbe metterlo in discussione?
Quanto ci stiamo allontanando dalle previsioni?
Cosa dovremmo modificare?
Il bilancio previsionale offre una base quantitativa strutturata sulla quale sviluppare questo dialogo. Il professionista non decide al posto dell'imprenditore e la previsione non elimina l'incertezza. Ma entrambi possono disporre di uno strumento in più per affrontare l'incertezza in modo più consapevole.
Il bilancio diventa un processo
Il vero cambiamento, dunque, non è semplicemente aggiungere una previsione al bilancio. È passare da una fotografia a un processo continuativo:
- Analizzare ciò che è successo.
- Definire ciò che si vuole raggiungere.
- Simulare possibili evoluzioni.
- Pianificare uno scenario di riferimento.
- Monitorare ciò che sta realmente accadendo.
- Aggiornare il piano
Con Genya CFO, il bilancio storico continua a essere il punto di partenza, ma non deve necessariamente rappresentare il punto di arrivo.
Perché i numeri spiegano il passato. Le previsioni aiutano a scegliere il futuro.
Porta il futuro al centro del dialogo con i tuoi clienti
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