Il 2021 dell'avvocato
Legale05 febbraio, 2021

Il 2021 dell'avvocato: cosa attendersi

La crisi economica conseguente all’epidemia da Covid – 19 non ha risparmiato neppure l’avvocatura, complici la sospensione pressoché totale dell’attività giudiziaria, l’assenza di ammortizzatori sociali e un numero di iscritti in esubero rispetto alle richieste di mercato.
Nel 2020 le cancellazioni dall’albo sono aumentate a dismisura, mentre sono state oltre 144.000 le domande di accesso al “reddito di ultima istanza”, di cui la maggior parte relative a redditi inferiori a 35.000 euro.
Un anno decisamente da archiviare, dunque, ma quali novità attendono gli avvocati nel 2021? Vediamone alcune:

Riforma previdenziale: una prima novità riguarda il settore previdenziale. A partire dal 2021 prende infatti il via il nuovo sistema di previdenza forense, basato sul concorso di due requisiti: 70 anni di età e 35 di anzianità contributiva.
Fermo restando la maturazione del requisito minimo di anzianità contributiva previsto in via ordinaria, sarà possibile anticipare il pensionamento al raggiungimento di un’età compresa tra i 65 e i 70 anni. In tal caso l’importo pensionistico verrà ridotto, applicando un coefficiente di riduzione pari allo 0,41% per ogni mese di anticipo rispetto all’età anagrafica prevista. Approfondisci qui.

Contributi previdenziali compensabili con i crediti erariali: dal 2021 anche gli Avvocati che vantano crediti nei confronti dell’Erario potranno utilizzarli per pagare i contributi al proprio Ente Previdenziale.
In una prima fase la procedura sarà applicabile per il pagamento dei contributi minimi alle scadenze ordinarie e delle due rate in autoliquidazione del Modello 5/2021; successivamente è presumibile verrà impiegata anche per il pagamento di ogni altro contributo dovuto all’Ente.

Crediti formativi: novità anche sul piano della formazione continua. Il 18 dicembre 2020, il Consiglio Nazionale Forense ha infatti deliberato che l’anno solare dal 1° gennaio al 31 dicembre 2021 non sarà conteggiato ai fini del triennio formativo.
Durante questa annualità ogni iscritto dovrà conseguire un minimo di 15 crediti, di cui almeno 3 nelle materie obbligatorie e 12 in quelle ordinarie, anche tramite la sola formazione a distanza.
I crediti acquisiti nel 2020 - eccedenti il minimo previsto (ridotto nel 2020 a 5, di cui 3 nelle materie ordinarie e 2 in quelle obbligatorie) e residui rispetto all’eventuale compensazione con i crediti del triennio formativo precedente, se concluso - potranno essere imputati all’obbligo formativo 2021.

Meno professionisti, più specializzati: altra novità potrebbe riguardare la composizione demografica della categoria.
Stando al Bilancio di Previsione 2021 di Cassa Forense, il nuovo anno porterà infatti una sensibile riduzione del numero di iscritti, viste le difficoltà di molti professionisti a fronteggiare la recessione economica in atto.
È tuttavia verosimile anche un aumento del contenzioso giudiziario, soprattutto nei settori strettamente connessi alla situazione emergenziale (contrattualistica, ristrutturazioni aziendali, diritto societario e del lavoro, locazioni commerciali).
Potrebbero quindi esserci meno avvocati ma più specializzati nei settori effettivamente richiesti dal mercato.

Giustizia da remoto: altro dato presumibile è la prosecuzione dello smartworking e l’utilizzo di strumenti telematici e di videoconferenza nel settore giustizia.
Impiegati già dalla prima fase emergenziale per ridurre al minimo le forme di contatto interpersonale, questi strumenti continuano a rivelarsi indispensabili per evitare lo stallo del sistema giustizia e gli effetti negativi che il differimento delle attività processuali produrrebbe sulla tutela dei diritti.
Anche nel 2021 proseguiranno quindi le udienze in forma cartolare e in videoconferenza, con la possibilità per il giudice di parteciparvi anche collegandosi da un luogo diverso dall’ufficio giudiziario e assumere da remoto le deliberazioni collegiali in camera di consiglio.

Potenziamento delle ADR: la sospensione dell’attività giudiziaria, disposta al fine di contenere la diffusione epidemiologica, ha ulteriormente aggravato il tema, già tristemente noto, dell’eccessiva durata dei processi.
Ciò ha favorito il ricorso a sistemi di risoluzione delle controversie alternativi alla giustizia tradizionale, quali l’arbitrato e in particolare la negoziazione e la mediazione civile e commerciale.
Istituti già esistenti ma scarsamente impiegati, che invece hanno operato a pieno ritmo durante la fase emergenziale e che verosimilmente continueranno a farlo anche nel 2021, trattandosi di strumenti indubbiamente più economici, flessibili e rapidi rispetto al tradizionale iter giudiziario.