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Finanza e Gestione29 aprile, 2022

Come si comunica oggi un bilancio? Scopriamolo insieme

Nei mesi scorsi abbiamo parlato dell’importanza di un documento come il bilancio aziendale: di come sia fondamentale saperlo redigere, e di come sia altrettanto fondamentale saperlo leggere e interpretare. Oggi parleremo di quanto sia importante comunicarlo.


Facciamo un piccolo riassunto di quanto detto precedentemente. Quando parliamo di bilancio parliamo di una sorta di carta di identità della propria azienda: ne determina lo stato di salute, è vero, ma è anche un vero e proprio biglietto da visita quando andiamo a presentarci a determinati interlocutori, come per esempio le banche. E questo è il motivo per cui è fondamentale che le imprese imparino e si abituino ad auto analizzarsi nel miglior modo possibile, in modo da potersi presentare al meglio anche al mondo esterno.

Per anni, il bilancio, è stato considerato dalle micro e dalle PMI esclusivamente un obbligo normativo. Ma il mondo (soprattutto negli ultimissimi anni) è cambiato e anche per queste realtà il bilancio dovrà evolvere la sua funziona comunicativa verso una platea più ampia di destinatari, costituita non più solo dalla proprietà (Shareholder) e dal fisco, ma anche da banche, fornitori, clienti e potenziali investitori in quanto tutti questi soggetti (Stakeholder) sono interessati a conoscere l’andamento aziendale. 

Insomma, il bilancio come mero documento di dati e numeri non è più sufficiente. La comunicazione economico-finanziaria ricopre oggi un ruolo sempre più importante, non solo per soddisfare i bisogni informativi della comunità e delle istituzioni, ma anche e soprattutto per promuovere l’immagine dell’azienda. 

Questo è il motivo per cui dati contabili devono venire integrati con informazioni relative agli aspetti gestionali, di natura qualitativa e non solo esclusivamente monetaria. Insomma, oltre ai dati economico-finanziari devono trovano spazio informazioni di carattere commerciale, la visione sociale e ambientale dell’impresa, la consapevolezza della propria mission e del contributo che l’azienda può dare all’ecosistema di cui è parte, al mondo in cui è inserita.

A questa “nuova veste” del bilancio prendono allora parte diverse figure: dal management agli azionisti, ai revisori contabili, ma anche, banalmente (non troppo banalmente,a dire il vero) l’agenzia di comunicazione che si occupa di dare una veste grafica, pertinente e catching al progetto, e addirittura lo stampatore che valorizzerà il prodotto finale attraverso una stampa di qualità e l’utilizzo di materiali in linea con l’immagine che l’azienda vuole trasmettere. 

Perché l’impegno numero uno in una buona comunicazione di bilancio è  far percepire all’esterno la creazione del valore conseguita dall’azienda, in trasparenza e completezza d’informazione che rafforzino credibilità e affidabilità. Per questo stiamo parlando di una comunicazione tutto tondo! 

Riassumendo: quali bisogni informativi devono essere soddisfatti da una comunicazione efficace? 

  1. Bisogni di tipo legislativo: derivanti da precisi obblighi informativi che impongono la trasmissione di determinate informazioni economiche attraverso l’informativa societaria obbligatoria
  2. Bisogni di mercato, che l’impresa può soddisfare spiegando le dinamiche dell’ambiente in cui è inserita, interpretando la domanda di informazione economico-finanziaria proveniente dai diversi interlocutori interni ed esterni dell’impresa
  3. Bisogni aziendali, che inducono l’impresa a trasmettere informazioni utili nella valutazione delle scelte gestionali effettuate dal management

E ancora: quanto è importante il concetto di sostenibilità nella nuova comunicazione di bilancio? Moltissimo! Sia per quanto riguarda:

  • La sostenibilità economica, intesa come capacità di generare reddito valore e lavoro per tutti gli interlocutori
  • La sostenibilità sociale, intesa come la capacità di garantire condizioni di benessere e opportunità di crescita equamente distribuita, rispettando i diritti umani e del lavoro
  • La sostenibilità ambientale, intesa come la capacità di mantenere la qualità e la riproducibilità del patrimonio ambientale

E per quanto riguarda l’integrazione del bilancio, cosa possiamo dire? quali touchpoint possiamo andare a toccare? Alcuni esempi per cui la qualità e la quantità di informativa andrebbe estesa:

  • Prospetti di conto economico riclassificati con metodi gestionali (conto economico a costo del venduto)
  • Esplicitare quali sono le variabili non-cash che influiscono su debito e costi
  • Efficienza dei fattori produttivi
  • Key performance indicators standardizzati e basati su norme e principi codificati
  • Analisi di sensitivities al variare di alcuni indicatori non finanziari

L’integrazione dell’informazione obbligatoria con il mondo delle altre informazioni economico-finanziarie presentate negli altri documenti che accompagnano il bilancio è la nuova frontiera della comunicazione economico-finanziaria, ecco perché non è un dettaglio ma qualcosa che può fare la differenza!

Questi sono solo alcuni degli aspetti e delle caratteristiche che la comunicazione di un bilancio deve avere oggi. Il discorso è molto ampio e ancora tutto da scoprire. Poco a poco lo faremo insieme, come sempre. Che ne dite?

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