avvocato del domani
Legale31 luglio, 2021

L’avvocato del domani

Fino a pochi anni fa la legge e, più in generale, il settore giuridico, non presentava alcun legame apparente con l’informatica e la tecnologia. In realtà già sul finire del XVII secolo il giurista tedesco Gottfried Leibniz, visionario e dalle competenze eclettiche, aveva formulato una prima teorizzazione sul legame matematica-normativa.

A metà del XX secolo Lee Loevinger, considerato il padre dell’informatica giuridica, impiegava l’espressione linguistica “giurimetria” per indicare un metodo fortemente innovativo, dove le tecniche logiche venivano combinate con quelle matematiche, al fine di trattare problematiche giuridiche. L’evoluzione delle pratiche, nei secoli, ha stretto un connubio, ufficializzato dalla normativa. Nel 1980 una Raccomandazione CEE suggeriva l’insegnamento, la ricerca e la formazione in materia d’informatica e diritto.

Ai nostri giorni, l’opera evolutiva della legislazione ha addirittura legalizzato l’impiego degli algoritmi e dell’intelligenza artificiale in ambito giuridico. E tutto ciò rende quella tecnologica una competenza imprescindibile per qualsiasi categoria di giurista, che si innesta sul percorso, in continuo divenire nelle carriere legali, del miglioramento della professionalità, e che in epoca moderna richiede abilità attinenti sia allo specifico settore legale (hard skills) che trasversali (soft skills), che si combinano con gli strumenti e le risorse più consone ed aggiornate a tale evoluzione.

Per progredire sono quindi necessarie capacità di pensiero critico e di ricerca, empatia, comunicazione e negoziazione, capacità di pubbliche relazioni e, non da ultimo, la competenza tecnologica. Mentre tendono ad affinare queste capacità, gli avvocati possono fare affidamento su strumenti digitali e sistemi di automazione della gestione dello studio legale, non solo per stare al passo nella pratica legale, ma anche per prosperare nel mercato, fortemente competitivo.

E ciò senza trascurare la circostanza che molte carriere forensi, al tempo attuale, sono intimamente legate alla tecnologia: sono infatti fiorite specializzazioni in ambito di privacy dei dati, transazioni tecnologiche, proprietà intellettuale, media digitali.

Ecco le 5 competenze tecnologiche per restare al passo coi tempi.

  1. Conoscere le esigenze “legal-tech”della clientela.

    Sull’articolo “So, You Want To Be A Tech Lawyer?” pubblicato sul legal magazine digitale abovethelaw.com, Bonnie Klein esorta gli avvocati a trascorrere del tempo con i propri clienti, in modo da rendersi conto della loro attività e delle loro concrete esigenze. Più specificamente, l’attenzione dell’autore verte sulla comprensione di “come” i clienti interagiscono con la tecnologia, identificando come tale interazione influisce sulle loro esigenze legali.

    Secondo il famoso rotocalco, ciò contribuisce a sviluppare e fidelizzare il rapporto col cliente.

    Dopo aver elargito tale consiglio, Klein pone un quesito: una volta individuate esigenze e necessità legal-tech del tuo cliente, come le soddisfi?

    La risposta, in sintesi, è la seguente: non sei (ancora) un esperto, quindi devi imparare dagli altri. Potrebbe essere necessario dedicare giorni alla due diligence o ad altri progetti, ma è un investimento che aumenterà la comprensione del lavoro che si sta auspicando di intraprendere. Il focus, infatti, è sull’ambìta specializzazione in “tecnologia legale”, filone sul quale molti avvocati stanno costruendo carriere di prestigio.

    Ogni studio legale è anche cliente di servizi legati alla tecnologia, si tratta quindi di cambiare la prospettiva, studiando i trend del mercato legal tech, casistica e normativa, al contempo pianificando una strategia di marketing e di business dello studio.

     

  2. Gestire l’operatività gestionale e la documentazione.

    Nonostante i progressi tecnologici nella pratica legale, i procedimenti richiedono ancora l’impiego della documentazione cartacea. Per questioni legate a sicurezza, ma anche a praticità, l’archiviazione del documento cartaceo su file elettronici rappresenta un’opzione ottimale. Il mercato offre dei software basati su cloud che agevolano le law firms nella gestione delle pratiche.

    Al contempo non va sottovalutato che la struttura e le modalità operative dell’ufficio virtuale, finalizzato al contesto pandemico, permarrà, per cui i collaboratori (non solo in “certe” occasioni, quali gravidanze, malattie, trasferte) chiederanno di lavorare in smart working, ed i clienti richiederanno colloqui in web meeting.

    Solo l’ausilio di una piattaforma agevole e di un software basato su cloud, capace di integrare tutte le funzioni (contabilità, compiti amministrativi, gestione del contenzioso) consente alle persone autorizzate (dal titolare o dal responsabile della law firm) di accedere, modificare o aggiornare i documenti, sempre e ovunque. La modalità operativa su cloud aumenta la produttività centralizzando le informazioni e le attività di collaborazione.

     

  3. Proteggere dati e documenti.

    La professione forense, per definizione, gestisce questioni che riguardano i clienti, e le cui informazioni possono coinvolgere anche altre persone, a vario titolo implicate nelle faccende, anche quando non la pratica sfocia in procedimenti giudiziari. Per questo gli uffici legali devono prestare particolare cura alla sicurezza dei dati, mettendo a punto procedure di trattamento e gestione delle informazioni.

    E ciò per un plurimo ordine di motivi. Anzitutto una “fuoriuscita” dei dati, in termini di violazione o impiego non autorizzato, esporrebbe l’avvocato a potenziali azioni legali e deontologiche. In secondo luogo, il cybercrimine è sempre più diffuso, e le conseguenze di un attacco informatico potrebbero essere realmente catastrofiche.

    È quindi necessario formare in modo adeguato il personale, nonché implementare le misure di sicurezza per mantenere riservate e proteggere convenientemente le informazioni. Il sistema di gestione dello studio legale, oltre che efficiente ed aggiornato, dovrebbe garantire sicurezza, scudando eventuali tentativi di attacco da parte di hacker.

     

  4. Investire nella ricerca legale.

    L’opera di ricerca legale rappresenta, fin dal tempo dei “repertori”, uno dei fattori strategici per il successo di una causa.

    Il materiale reperito sulle banche dati giuridiche (oggi esclusivamente digitali), che tramite le opzioni di ricerca, sempre più accurate, sia il più confacente possibile per studiare e trattare una causa, rappresenta un fondamentale tassello per ambire, ma anche raggiungere, i risultati migliori, ed indipendentemente dalla circostanza che la vicenda da gestire si stia svolgendo dentro o fuori le aule di giustizia.

    Le capacità di ricerca di un professionista legale possono sicuramente evolversi e migliorare con l’esperienza, la motivazione, l’interesse nei confronti dell’argomento da approfondire, senza dimenticare che l’ausilio delle fonti, sia online che offline, è imprescindibile. Un giurista deve necessariamente sviluppare le proprie competenze di orientamento nell’ambito delle ricerche legali. Per quelle online è possibile optare per disparati portali ad accesso free, software a pagamento, banche dati sempre più evolute, siano esse “predittive” o non.

     

  5. Consultare canali di informazione autorevoli.

    Anche l’informazione giuridica, al pari della formazione e della comunicazione, passa ormai attraverso il filtro di internet. Avere come punto di riferimento fonti affidabili, anche digitali, rappresenta un’apprezzabile risorsa per l’efficienza dello studio legale.

    I più autorevoli magazine di informazione giuridica pubblicano regolarmente breaking news ed approfondimenti sulle tematiche più di tendenza, segnalando novità e aggiornamenti, e sia su temi attinenti alla professione forense che sulla normativa e la giurisprudenza. Iscriversi a newsletter, feed e podcast, offerti anche gratuitamente dai più accreditati editori giuridici, può comportare notevoli vantaggi di carriera.

    Questi canali editano infatti, tra i disparati contenuti, annunci di reclutamento di professionisti da parte di company ed enti pubblici, bandi di sussidi erogati della Cassa previdenziale, lanciano iniziative formative e promuovono sondaggi. Attraverso questi canali, perciò, non solo si apprendono notizie, ma si costruiscono anche relazioni, aprendo in tal modo una vasta gamma di opportunità “tecnologiche”.

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La soluzione full cloud che ridisegna a tutto tondo la funzione legale e che fonda la sua essenza nel potenziamento della user experience, nell’utilizzo dei workflow guidati e facilitati e nella semplicità di accesso e interpretazione di dati complessi.